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Ogni
anno in Italia si verificano 30 mila nuovi casi di tumore della
mammella che rappresenta per incidenza il primo tumore nel sesso
femminile. Sebbene molto raramente (1 caso ogni 100) anche il maschio
può ammalare di cancro della mammella costituendo una possibilità
che non deve essere trascurata.
Segni di cancro mammario possono essere la comparsa di un nuovo
nodulo, di sanguinamento dal capezzolo, di deformità o retrazione
della cute del seno, di opacità rilevata dalla mammografia,
di immagine irregolare all'ecografia. Sopra i 40 anni la mammografia
costituisce la metodica più sensibile per la diagnosi di
cancro mammario e la più efficace per la sua diagnosi precoce
nei programmi di screening in associazione con la visita senologica.
La mammografia può evidenziare lesioni di piccolissime dimensioni
e per questo non palpabili. L'esame citologico mediante agoaspirazione
o istologico mediante agobiopsia permettono in mani esperte di accertare
la natura della lesione in un'alta percentuale di casi.
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Il
reperimento di una neoplasia non palpabile puo' essere effettuato
con una delle tecniche usuali (filo uncinato-soluzione di carbone
sterile). Il linfonodo sentinella si identifica mediante inoculo
del radiofarmaco e/o colorante per via subdermica, nel punto di
proiezione cutanea della lesione, o peritumorale sotto guida ecografica
o mammografica. Qualora si desideri anche il reperimento radioimmunoguidato
del tumore (metodo ROLL) si devono utilizzare traccianti differenti
per la localizzazione della lesione mammaria e del linfonodo sentinella.
L'esame istologico estemporaneo presenta un rischio che varia dal
10 al 20% di falsa negatività all'esame istologico definitivo.
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Se
il tumore è unico e di dimensioni ridotte si esegue la quadrantectomia:
si tratta dell'asportazione di una losanga di cute, della sottostante
ghiandola contenente il tumore con un margine di almeno 2 cm di
tessuto sano, associata all'asportazione dei linfonodi ascellari
(linfadenectomia) o del solo linfonodo sentinella.
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Anche
nel caso di quadrantectomia è spesso necessaria l'esecuzione
di tecniche di chirurgia plastica per l'ottenimento di un buon risultato
estetico che ripristini la simmetria dei due seni evitando infossamenti
e deformità della ghiandola residua, deviazioni del complesso
areola-capezzolo, cicatrici inestetiche. Nel caso di chirurgia demolitiva
(mastectomia) le tecniche chirurgiche ricostruttive sono possibili
mediante inserimento di un espansore tissutale sottomuscolare e
successiva sostituzione con una protesi definitiva o con la più
complessa ricostruzione con lembi muscolocutanei (mobilizzazione
di pelle unita a un grosso muscolo come il gran dorsale o il retto
dell'addome). La metodica viene scelta a seconda dell' età
della paziente, condizioni generali, qualità della pelle,
tipo di
demolizione effettuata, forma e volume della mammella del lato opposto.
La ricostruzione può essere eseguita durante lo stesso
intervento demolitivo oppure in un secondo tempo. La condizione
principale è che la paziente, debitamente informata delle
tecniche, dei vantaggi, dei rischi, dei tempi necessari, sia pienamente
motivata. La nostra opinione è comunque che a tutte le donne
sottoposte a mastectomia debba essere proposta la ricostruzione
mammaria come ausilio per un miglior recupero fisico e psicologico
dopo la triste esperienza della diagnosi di carcinoma mammario.
Quando il muscolo pettorale è conservato e la pelle sovrastante
è sufficiente per ricoprire un cono mammario è possibile
la ricostruzione con il solo inserimento di una protesi mammaria
definitiva. Ma questa soluzione si può però attuare
raramente. L'inserimento sottomuscolare di un espansore tissutale,
mediante il riempimento dall'esterno nei mesi successivi, consente
la creazione di una tasca in cui alloggiare successivamente la protesi
definitiva. Allo stato attuale non esistono controindicazioni all'utilizzo
di protesi, tra cui quelle con gel di silicone. La ricostruzione
deve comprendere anche la realizzazione della simmetria col seno
controlaterale mediante interventi di mastoplastica addittiva (aumento
del seno), riduttiva o mastopessi (sollevamento del complesso areola-capezzolo).
Quando non è possbilie questa tecnica sono utilizzati i lembi
di cute insieme al sottostante muscolo per la ricostruzione del
seno o la copertura di una protesi mammaria. Sono perciò
utilizzati i lembi toraco dorsale, muscolocutaneo di gran dorsale,di
muscolo retto addominale (TRAM flap): questa tecnica permette di
ricostruire una mammella di volume importante trasferendo nella
regione un'ampia area di cute e tessuto adiposo posta nella parte
inferiore dell'addome, al di sotto dell'ombelico.
L'ultimo tempo è la ricostruzione del complesso areola-capezzolo
che viene eseguita quando le mammelle sono ben simmetrizzate e stabili,
mediante tecniche di lembi cutanei locali e il tatuaggio della neoareola.
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